Parvovirus – gastroenterite cani e gatti: l’importanza del vaccino

In questo articolo parliamo di gastroenterite virale in cani e gatti. Si tratta di un argomento molto delicato ma è doveroso parlarne. Conoscere questa malattia è utile ai fini della prevenzione.

Il parvovirus

La gastroenterite virale è causata dal Parvovirus. Si tratta di un virus che colpisce cani e gatti non vaccinati e può essere contratto a qualsiasi età, nei cuccioli però ha un tasso di mortalità elevatissimo.

Il Parvovirus viene trasmesso attraverso le feci di un animale portatore. Attenzione perché il contagio è molto frequente e a volte siamo proprio noi proprietari a veicolarlo tramite scarpe, vestiti e capelli. Quindi se hai un cucciolo non vaccinato, ti consiglio di evitare luoghi a rischio. Canili, gattili, aree di sgambamento per cani e parchi sono luoghi a rischio. 


I sintomi del parvovirus

I sintomi del parvovirus sono:

  • abbattimento
  • perdita di appetito
  • disidratazione
  • nausea
  • vomito
  • diarrea

Il decorso della malattia è estremamente veloce. Se vuoi salvare la vita al tuo cucciolo devi correre dal veterinario e farlo ricoverare. 

Ti consigliamo di condurre il tuo animale al più presto presso una struttura h24, in modo che possa essere ricoverato e tenuto sotto controllo anche di notte. Durante il ricovero il cucciolo sarà tenuto con flebo in vena. Le flebo aiuteranno il cucciolo a limitare la disidratazione e permetteranno al veterinario di fare terapia in vena. 


La panleucopenia

Il parvovirus abbatte i globuli bianchi, di conseguenza l’organismo non ha più difese ed è soggetto a infezioni secondarie. Questa condizione è chiamata Panleucopenia. La morte sopraggiunge nel giro di pochi giorni, debilitando fortemente l’organismo.

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La nostra Bridget sopravvissuta al parvovirus

Il vaccino contro il Parvovirus

L’unica arma che abbiamo per prevenire il Parvovirus è il vaccino. 
Il vaccino per il Parvovirus è contenuto nel classico vaccino di base (quello che si fa normalmente ai piccoli verso i 2 mesi e poi si fa il richiamo).
La copertura vaccinale si ottiene solo dopo il richiamo, quindi se hai un cucciolo senza vaccini o con un solo vaccino, devi evitare ambienti a rischio e contatti con altri animali non vaccinati. Ad esempio, se sei al parco e il tuo cucciolo trova per terra una cacca infetta, il cucciolo potrebbe essere contagiato. Considera che il Parvovirus è resistente per diversi mesi nell’ambiente, quindi il cucciolo potrebbe contrarre il virus anche se le feci infette sono state tolte, il Parvovirus infetta l’ambiente e la semplice pulizia non basta. Come dicevo prima, anche noi proprietari possiamo veicolare il Parvovirus dall’esterno, quindi le accortezze non sono mai troppe.


Se vuoi proteggere il tuo cucciolo dal Parvovirus, evita luoghi frequentati da cani e gatti non vaccinati e provvedi a condurlo dal veterinario per le vaccinazioni.

Il richiamo del vaccino in cani e gatti adulti

Il richiamo del vaccino è utile in cani e gatti adulti per evitare che contraggano il Parvovirus e ne diventino portatori. Faccio un esempio, se il mio cane adulto contrae il Parvovirus probabilmente presenterà dei sintomi più lievi rispetto a un cucciolo, magari il mio cane adulto riuscirà a superare la fase acuta della malattia e guarire. In questo caso il mio cane guarito continuerà ad espellere il Parvovirus attraverso le feci. Per circa un mese il mio cane porterà il Parvovirus ovunque andrà a fare la cacca, quel virus resterà nell’ambiente per molti mesi. Di conseguenza la mia negligenza potrebbe causare la morte di altri cani.

La stessa cosa vale per i gatti randagi e i gatti che escono a fare i giretti.

Il richiamo del vaccino nei gatti adulti, naturalmente è a discrezione del medico veterinario che farà una valutazione in base a diversi fattori:

  • ambiente in cui l’animale vive
  • possibilità di venire a contatto con il virus
  • età
  • condizioni cliniche dell’animale

Faccio un esempio, se un gatto vive in casa e non ha contatti a rischio, probabilmente il veterinario consiglierà di vaccinarlo ogni 2-3 anni anziché ogni anno. Se il gatto è già stato vaccinato regolarmente ogni anno, il veterinario a un certo punto potrebbe anche consigliare di sospendere le vaccinazioni. Per ogni singolo animale c’è una valutazione da fare in base al rapporto rischio-beneficio. Il vaccino va fatto dopo un’accurata visita clinica al fine di escludere eventuali sintomi. 

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Bridget: sopravvissuta al Parvovirus

Quando abbiamo salvato Bridget dalla strada era apparentemente sana. In realtà il Parvovirus era in incubazione. Alla comparsa dei primi sintomi, l’abbiamo portata dal veterinario. Era inappetente, disidratata, presentava vomito e diarrea. Sarebbe sicuramente morta se non l’avessimo fatta ricoverare tempestivamente presso una struttura h24.

Bridget è stata molto fortunata perché a volte neanche il ricovero è sufficiente contro il Parvovirus.

Il solo e unico mezzo che abbiamo per lottare contro il Parvovirus è la prevenzione, ovvero il vaccino.

L’immunità di gregge

Bridget oggi è adulta e sana, viene regolarmente vaccinata ogni anno (non solo per il Parvovirus). Il vaccino è una protezione per i nostri cani e gatti. Ogni cane e gatto vaccinato contribuisce all’immunità di gregge. Esattamente come in medicina umana, l’immunità di gregge protegge anche gli anelli più deboli della catena, ovvero i soggetti immunodepressi e non vaccinabili. 

Conclusioni

C’è qualcosa di più forte dei virus ed è l’ignoranza. Quante volte si pensa di salvare gli animali portandoli in gattili o canili sovraffollati? Quante volte si pensa di salvare dei cuccioli neonati attaccandoli ad una mamma gatta estranea? Questi comportamenti possono essere fonte di epidemie virali. A volte può andar bene, altre volte può andare malissimo. A questo proposito, ti consigliamo di leggere anche il nostro articolo: Gattini abbandonati e allattamento con latte in polvere.

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